L'Osservazione Breve Intensiva è un'area protetta del Pronto Soccorso dove i medici tengono sotto controllo un paziente per alcune ore per capire se può tornare a casa in sicurezza o se deve essere ricoverato.
Nel 2025, il Pronto Soccorso di Bazzano, a fronte di 16.590 accessi, ha registrato 1.725 inserimenti in Osservazione Breve Intensiva di cui 901 esitati in ricovero.

 ⇒ Che cos’è l’Osservazione Breve Intensiva

L’Osservazione breve intensiva (OBI), è un’area del Pronto soccorso destinata ai pazienti che non possono ancora essere mandati a casa con sicurezza, ma che non hanno neppure bisogno di essere ricoverati immediatamente in un reparto.

È un luogo in cui il paziente viene seguito con controlli, terapie e accertamenti ravvicinati, così da prendere una decisione più sicura.

Durante l’osservazione, medici e infermieri possono:

  • controllare più volte le condizioni del paziente;
  • ripetere esami del sangue, elettrocardiogrammi o altri accertamenti;
  • osservare come evolvono i sintomi;
  • verificare se una terapia sta funzionando;
  • decidere con maggiore sicurezza se il paziente possa tornare a casa oppure debba essere ricoverato.

L’OBI è una parte del Pronto soccorso. In Emilia-Romagna la permanenza in OBI è normalmente compresa tra 6 e 36 ore. Questo tempo serve ad aumentare la sicurezza delle cure e a offrire, quando possibile, un’alternativa al ricovero tradizionale.

⇒ Dotazioni dell’Osservazione Breve Intensiva

La postazione con posto letto è l'unità dedicata al paziente ove si realizzano le attività di assistenza, diagnosi e cura, nel rispetto della privacy e del comfort. La dotazione delle postazioni dedicate all’OBI è individuata mediante il criterio di 1 postazione ogni 5.000 accessi al Pronto Soccorso.

Almeno il 50% delle postazioni devono essere dotate di sistemi di monitoraggio del paziente.

La dotazione di personale assegnato all’OBI, in modo integrato con il Pronto Soccorso, è proporzionale alle dimensioni della struttura, intendendo per dimensione il numero di postazioni.
Per un modulo di 5-8 postazioni, si indica come dotazione minima la presenza di una unità infermieristica nelle 24 ore e presenza medica non continuativa pari a 60 minuti al giorno per postazione. Nelle ore notturne la presenza del medico è assicurata dal personale in servizio presso il Pronto Soccorso.

Nell’OBI, sia per adulti che pediatrica, oltre alla dotazione standard di materiale sanitario, sono presenti le seguenti apparecchiature:

  • carrello per l’emergenza;
  • monitor defibrillatore/stimolatore;
  • ventilatore meccanico;
  • dispositivi per la somministrazione di Ossigeno
  • elettrocardiografo;
  • pompe infusionali.

⇒ Non costituiscono criteri di ammissione in Osservazione Breve Intensiva

  • l’instabilità dei parametri vitali;
  • il rischio infettivo;
  • l’agitazione psicomotoria con comportamenti lesivi per sé o per gli altri;
  • le condizioni che richiedono ricovero in urgenza;
  • i ricoveri programmati;
  • tutte le attività e/o prestazioni erogabili in altre modalità assistenziali (ambulatorio, DH).

⇒ Dopo l’OBI, se non c’è un posto letto disponibile

Può verificarsi una situazione diversa da quella per cui l’OBI è stata concepita: gli accertamenti sono conclusi, il ricovero è necessario e già deciso, ma nei reparti non è disponibile un posto letto (a Bazzano, nel 2025, l’indice di occupazione dei posti letto di medicina è del 95%).

In questo caso l’OBI non svolge più la sua funzione tipica, che è osservare il paziente per scegliere con sicurezza tra dimissione e ricovero. La presenza in OBI di pazienti già destinati a un reparto è quindi un segnale di carenza di posti letto e non dovrebbe diventare una modalità ordinaria di funzionamento.

Ciò non significa, tuttavia, che l’OBI sia inutile in questa fase. Se il trasferimento non può avvenire subito, è fondamentale che il paziente rimanga in un ambiente assistenziale organizzato, dove possa iniziare concretamente la fase di cura propria del ricovero: ricevere le terapie agli orari previsti, essere monitorato e rivalutato, disporre di assistenza infermieristica e ricevere aiuto per l’alimentazione, l’igiene e la mobilizzazione.

L’alternativa non può essere una lunga attesa su una barella, magari in un corridoio, senza un percorso assistenziale adeguato.

Questa funzione di sicurezza deve però essere sostenuta da personale, spazi e risorse sufficienti.

⇒ Se l’Osservazione Breve Intensiva viene eliminata

Eliminare l’OBI non significa eliminare i pazienti che hanno bisogno di essere osservati. Significa soltanto eliminare il luogo, il personale e il percorso organizzato che consentono di seguirli correttamente.

Senza OBI, per questi pazienti rimangono tre possibilità:

1. Ricoverarli più facilmente: anche quando sarebbero bastate alcune ore di controllo e terapia.

2. Tenerli comunque in Pronto soccorso: magari su una barella, occupando gli spazi necessari per le nuove urgenze.

3. Dimetterli prima: con un maggiore margine di incertezza e il rischio che debbano tornare nuovamente in ospedale.

L’abolizione dell’OBI, quindi, non libera realmente posti. Può invece provocare più ricoveri, maggiore affollamento del Pronto soccorso e tempi più lunghi per tutti.

⇒ L’OBI nella normativa della Regione Emilia-Romagna

(DGR 1129 DEL 8/7/2019 - PIANO DI MIGLIORAMENTO DELL'ACCESSO IN EMERGENZA-URGENZA SANITARIA )

  • La funzione di OBI deve essere garantita in tutti Pronto soccorso.
  • La dotazione complessiva di postazioni dedicate all’OBI deve ..... corrispondere ad 1 ogni 5000 accessi. Si prevede che il 50% delle postazioni di OBI devono essere dotate di un sistema di monitoraggio multiparametrico.
  • La dotazione di personale dedicato deve essere proporzionale al numero di postazioni attive: per un modulo base di 8 posti letto, si indica come dotazione minima la presenza di una unità infermieristica nelle 24 ore e di una unità medica per almeno 8 ore diurne (incrementabile fino a 12h/die in relazione al numero di postazioni aggiuntive); nelle ore notturne la presenza del medico è assicurata dal personale in servizio presso il PS.