Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale è stato discusso un ordine del giorno, presentato da Civicamente Samoggia, che chiedeva, fra le altre cose, di superare definitivamente ogni ipotesi di ridimensionamento o trasformazione del Pronto Soccorso di Bazzano.

Nel corso del dibattito, la Sindaca e alcuni consiglieri di maggioranza hanno argomentato la propria posizione contraria all’ordine del giorno, che è stato inevitabilmente respinto, con riferimenti non corretti all’attività del Pronto Soccorso. Di seguito riportiamo alcune di queste considerazioni e le nostre valutazioni.

Sindaca Zanna: oltre il 50% degli accessi nei posti letto dell’Osservazione Breve Intensiva di Bazzano hanno avuto come esito il successivo ricovero nel reparto di medicina. In altri ospedali il ricovero da Osservazione Breve Intensiva è inferiore al 20%. 
Comitato: nel 2025 a Bazzano il 52,2% degli accessi in OBI sono stati seguiti da ricovero. A Bentivoglio la percentuale è stata pari al 68,5% e a San Giovanni in Persiceto il 65,6%.

Sindaca Zanna: nel 2025 gli accessi al PS sono notevolmente diminuiti
Comitato: Dal 2023 al 2025, per effetto dell’apertura dei CAU, in Provincia di Bologna gli accessi ai PS si sono ridotti di oltre 20 mila casi. Anche il PS di Bazzano ha registrato un calo per effetto dell’apertura del CAU di Casalecchio ma questo era un effetto atteso che ora non si può utilizzare per giustificare il depotenziamento del Pronto Soccorso di Bazzano.

Maria Grazia Quieti: L’attivazione dell’OSCO potrà favorire il passaggio di alcuni pazienti già stabilizzati ma non sufficientemente autonomi dal reparto di medicina interna ai letti OSCO lasciando maggiore spazio per ricovero ai pazienti acuti direttamente dal pronto soccorso bypassando l’OBI. 
Comitato: In base ai dati regionali, gli OS.CO. hanno una degenza media di 22 giorni e un tasso di occupazione dei posti letto pari al 82%. Applicando questi valori all’OS.CO. di Bazzano, si può stimare in 272 i futuri ricoveri annui della struttura. Sempre in base ai dati medi regionali, il 33% dei ricoveri in OS.CO. si riferiscono a interventi di “Educazione/addestramento del paziente e del caregiver” e a “Interventi riabilitativi/rieducativi”, non gestibili in un reparto di degenza. 
Componendo i due dati si riduce a 180 il numero massimo di ricoveri che ipoteticamente potrebbero essere gestiti in OS.CO. anziché nel reparto di medicina. Considerando che in OBI, nel 2025, sono stati gestiti 1.725 accessi, sembra evidente l’ininfluenza dell’apertura dell’OS.CO. rispetto all’attività dell’OBI. 
Uno dei principali determinanti del numero di accessi OBI, i nostri amministratori dovrebbero saperlo, è l’indice di occupazione dei posti letto del reparto di medicina che, nel 2025, è stato pari al 94,7%, contro il 72% dei reparti di medicina di Bentivoglio e San Giovanni in Persiceto. Se il reparto è saturo è inevitabile la permanenza in OBI del paziente fino a quando si libera un posto letto.

Luca Grasselli: Il Pronto Soccorso continuerà a funzionare io credo io spero meglio dando trattamento agli stessi casi che tratta così bene ora
Comitato: Come si fa a sperare che una struttura funzioni meglio se viene depotenziata? Al di là delle sigle e degli acronimi, depotenziamento significa non solo un declassamento formale della struttura, da Pronto Soccorso a Punto di Primo intervento ma comporta, il progetto della AUSL Bologna lo dice chiaramente, che il personale medico sia dimezzato (da due medici ad uno) nella fascia dalle 8 alle 20. Come si può ritenere che, con il personale dimezzato negli orari di maggiore afflusso, il Pronto Soccorso di Bazzano potrebbe continuare a gestire gli stessi 45 casi al giorno che sono stati gestiti nel 2025 addirittura migliorando la qualità dell’assistenza?

Sindaca Zanna: Non avevamo contezza della Riforma; Silvia Gaiba: Quando arrivarono dalla Regione queste notizie molto frammentarie anche poco chiare rispetto a questa rimodulazione dei servizi all’Ospedale di Bazzano, noi del PD scendemmo in piazza.
Comitato: non so, non c’ero, se c’ero dormivo. È interessante rileggere il comunicato del PD (vedi), datato 31 maggio 2025, che descrive con estrema chiarezza la previsione del depotenziamento. Sarebbe stato interessante capire cosa è cambiato da allora, quali punti sono stati chiariti. 
È singolare, in questa arrampicata sugli specchi, che gli esponenti del PD dimentichino che la Riforma, cioè la realizzazione della Casa e dell’Ospedale della Comunità, abbia interessato un grande numero di comuni ma non risulta che in altri territori la loro realizzazione abbia comportato la rimodulazione dei servizi di Pronto Soccorso. San Giovanni in Persiceto e Vignola sono solo gli esempi più prossimi.

Terminiamo con due considerazioni che non sono emerse nel dibattito in Consiglio Comunale.

La prima: con il declassamento del Pronto Soccorso nel Polo Sanitario di Bazzano ci saranno due strutture, il Punto di Primo Intervento e l’ambulatorio AFT dei medici di medicina generale, entrambe deputate, in base alla normativa vigente, alla gestione dei casi più lievi. Fino a quando coesisteranno? Quando una delle due sarà eliminata?

La seconda: Siamo ben coscienti che alla base di tutto vi sia una oggettiva carenza di personale medico dell’emergenza. E che la risposta che si sta dando a questa criticità sia la contrazione delle strutture periferiche (vedi le chiusure, nel 2023, dei Pronto Soccorso di Budrio e Vergato) a difesa dei grandi ospedali cittadini.
Questa scelta ci sembra però più politica che sanitaria. Oggi il 56% della popolazione vive nei comuni della Provincia (escluso il Circondario di Imola) ma solo il 26% degli accessi sono effettuati presso i Pronto Soccorso periferici. Questo significa che gli utenti dei comuni della Provincia si devono spostare a Bologna, anche e soprattutto per casi non complessi. La sanità deve essere di prossimità, vicina ai cittadini. Perché questo deve valere per gli Ospedali di Comunità e non per i Pronto Soccorso?

Anche se sembra inverosimile, dai dati si rileva che il Pronto Soccorso del Maggiore e il Pronto Soccorso di Bazzano gestiscono la stessa percentuale di codici lievi, circa il 64%. Con il declassamento di Bazzano avremmo il trasferimento di personale medico e infermieristico e, di conseguenza, lo spostamente al PS del Maggiore di una quota significativa degli attuali utenti del nostro Pronto Soccorso. Per i medici non cambierà nulla, si troveranno a gestire la stessa quota di codici lievi che oggi gestiscono a Bazzano. Per gli utenti invece....
Ha senso che una struttura ad alta complessità, come il Pronto Soccorso del Maggiore, gestisca una percentuale così alta di codici lievi? Se, anziché il 64,3% di codici bianchi e verdi, il PS del Maggiore ne gestisse una percentuale simile a quella dei PS degli Ospedali di Ravenna, Cesena o Ferrara (dal 49% al 53%), ne deriverebbe un significativo minor fabbisogno di personale medico e infermieristico, ben più efficace rispetto al trasferimento di pochi medici e infermieri dal PS di Bazzano.